Diego, El Pibe de Oro

novembre 11th, 2010 § Lascia un commento

 di Rosetta Savelli

L’ Infinito è Maradona
e Maradona è nell’ Infinito.
Il ” Piede d’ Oro ” entra
nell’ azzurro dell’ immensità del cielo
e sfonda con grinta, arte e fantasia
ogni rete,
ogni limite,
ogni ritrosia.

Il 10 è Lui

e ogni altro 10 che verrà

sempre a Lui seguirà.

Riempie di gioia,

di potenza e di gloria

il cuore di folle intere

che lo vedono

calciare,

driblare,

rincorrere

e segnare,

amare,

trasudare,

esagerare

e volare.

L’ azzurro del cielo lassù,

il verde del campo quaggiù

e al centro Lui,

l’ unico,

l’ irripetibile,

il folle,

il geniale

” El Pibe de Oro “  

Diego Armando Maradona.

Un unico cuore

intorno a Lui,

dall’ Argentina all’ Italia

con furore, ardore e stupore

e con il cerchio

rotondo del mondo

ai suoi piedi,

fra le sue mani,

partendo dalla sua testa

fino al cuore,

suo e di tutti.

 



L’assenza

ottobre 30th, 2010 § 1 commento

di Salvatore Brandi

Dal dì in cui ho lasciato il meridione
Domandan tutti di quel dieci maggio
“Durante un match per la retrocessione
Segnò il suo primo gol Roberto Baggio,

 Mentre la Juve divenia campione.
Mi chiedo, allora io, dov’è il vantaggio
A ricordar con tanta precisione
Date che ci han reso solo oltraggio?

 Meglio è dimenticar la delusione.”
Tal vuoto sentirei dentro il mio petto
Se non avesse calciato Lui la storia

 Facendola girar come un pallone,
Quel giorno conquistando uno scudetto
Che mai cancellerò dalla memoria.

L’uomo che palleggiava con i limoni

ottobre 30th, 2010 § 5 commenti

di Maurizio De Angelis
Sì, Pelè col pallone era un mago: non per niente si chiamava Do Nascimiento. No, Maurizio, stai sbagliando: questa è una storia d’amore, e non si racconta l’amore con le battute. Lo svilisci, ne riduci il la grandezza. E l’amore tra Diego Armando e Napoli è stato, è, e sarà immenso. « Leggi il seguito di questo articolo »

Passione partenopea

ottobre 30th, 2010 § 3 commenti

di Viviana Graniero, Roberta Cuozzo, Salvatore Brandi e Paolo Pandolfi
Periodo paninari, procacciatore partenopeo persone predisposte partite pallone porta proprio paese pulcino pressappoco patagonese, portante pettinatura pari pagliaio. Pericoloso per portieri, punta portentosa, porterà presto partenopei, perennemente perdenti, primo posto.
Pienone per presentazione pubblica, palleggio perfetto: Pare Padreterno! « Leggi il seguito di questo articolo »

Diego, zio e la vespa

ottobre 30th, 2010 § Lascia un commento

di Stefano Esposito
Non volevo farlo, non volevo scrivere di Diego e rendere pubbliche le mie emozioni. Ho un rapporto particolare con Lui ed il Napoli, li sento solo miei, di nessun altro. Quando parlo di loro, quando li penso, quando ne scrivo le imprese, lo faccio solo ed esclusivamente per me. You can’t touch my soul. Da sempre, la prima cosa che mi viene chiesta da qualcuno, che sia un parente o un amico che non vedo da tempo, o anche più semplicemente un conoscente, è sempre la stessa: «che ne pienz’ e chistu Napule?». E puntualmente devo attaccare con il solito discorso di facciata: «Mah, abbiamo giocato bene, possiamo dare di più, vedremo tra qualche giornata…». Per non parlare poi di quando vengono a casa, ed iniziano a scrutare attentamente tutti i cimeli di Diego che ho affisso… Non li sopporto, non posso farci nulla. « Leggi il seguito di questo articolo »

C’è solo un Maradona

ottobre 30th, 2010 § Lascia un commento

di Giovanni Chianelli
Quella degli anni ’80 è una generazione che, come tante prima e dopo, ha collezionato le figurine. Ma l’unica che può vantarsi di aver combattuto per la figurina di Maradona. Vantarsi, sicuro. Perché era una carta astratta, un’Idea, specie per noi di Napoli. La figurina platonica, quella del più grande giocatore di tutti i tempi. Inconfondibile, con i ricci neri, folti ed antiestetici, poco indovinati per una posa. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il senso dell’Azzurro

ottobre 30th, 2010 § Lascia un commento

di Luca Saccoia
“I miei sogni sono due, giocare il mondiale e vincerlo”. Erano anche i sogni di noi fortunati bambini a colori dell’82. Ma come i neonati non hanno sviluppati a pieno i sensi, così noi i colori non li distinguevamo ancora bene. Per noi l’azzurro era ancora troppo in alto, lo vedevamo squartato dalla scia degli aerei e basta. Anche il pallone sembrava risiedere altrove prima dell’arrivo di Dieguito. Non qui, non al sole, non per noi. Non era ancora il momento per il Pibe di giocare e vincere il mondiale, ma era il nostro momento certamente per dare un volto all’azzurro e non alzare la testa per cercarlo. Diego era venuto a salvarci a mostrarci la via a far tornare la palla rotonda e da questa vedere il futuro”.

Campi Elisi

ottobre 30th, 2010 § Lascia un commento

di Pietro Tammaro
“… Presto iniziai a trasformare le strade del mio quartiere in un campo da calcio. Bastavano solo quattro zaini e un pallone, e un posto dove non passassero troppe macchine e ci fossero troppe buche. Ma a Napoli era un’impresa trovare un posto cosi, gratis. Il campo dei campi era sempre occupato: l’area di parcheggio dello stadio San Paolo, il preludio al tempio di Dieguito. C’era gente che si accampava lì settimane prima. Il primo che avvistava il campo libero, che poteva essere anche di pochi metri, chiamava a raccolta tutti gli altri con un fischio. E tutti correvano anche all’alba, tutti uscivano di casa anche con i pigiamini pur di giocare lì. Che bello!”

Lo strano vizio del mio amico Gino

ottobre 30th, 2010 § 8 commenti

di Gianluca Maria Marino

Io il pallone pure lo guardo. Poco, ma lo guardo. Seguo tutte le partite del Napoli, perché sono di Napoli e proprio non lo so come si possa fare il tifo per un’altra squadra. Però non mi venite a parlare di stadio, di trasferte e allenamenti perché non fa per me. Io sono un tifoso pigro e come tale la partita me la vedo a casa, con l’aria climatizzata, il culo sul sofà ed il telecomando. « Leggi il seguito di questo articolo »

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